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 "La funzione del pensiero riflessivo è (...)

quella di trasformare una situazione in cui si è fatta esperienza

di un'oscurità, di un dubbio, un conflitto, o un disturbo di qualche sorta,

in una situazione chiara, coerente, risolta, armoniosa”

(John Dewey, "Come pensiamo", 1^ ed. 1910- 2^ ed. 1933). 

 

Di fronte ad un episodio così sconvolgente da lasciare senza parole, è fondamentale non lasciarsi prendere da reazioni sconsiderate e irrazionali. Come ha raccomandato anche il Ministro Giannini, ragioniamo e riflettiamo insieme ai nostri alunni su che cosa è l’ISIS, poiché di questa organizzazione terroristica si sa già tutto e non c’è nulla da scoprire se non le vere ragioni che stanno “dietro” a quello che si è visto accadere a Parigi.

 

Altrettanto ricordiamo che oltre alle stragi compiute a Parigi, ci sono le repressioni del dittatore della Siria, Bashar al Assad, sfruttate dall’ISIS per far crescere la propria organizzazione raccogliendo attorno a sé adepti mossi dalla paura, ispirati dalla rabbia per aver perso i propri cari (bambini, donne, anziani) e resi violenti da fanatismi religiosi e/o dalla mancanza di istruzione. Gridiamo ad alta voce che non ci sono solo i morti francesi.

 

Chiediamoci: cosa sta succedendo in Medio Oriente, in Turchia, in Russia, in Libano, in Kenia, in Nigeria? Quel che sta accadendo porta vantaggio a qualcuno? A chi? E’ vero che l’Islam è una religione violenta oppure c’è qualcosa d’altro dietro alla guerra che i musulmani stanno portando avanti tra loro da quasi trent’anni? C’è per caso chi sta facendo, o vorrebbe fare, affari d’oro sulla violenza e su queste morti? Perché dal Medio Oriente la guerra si è allargata a tutto il pianeta in un modo diverso dalle guerre del passato? Che cosa hanno fatto e che cosa non hanno fatto gli occidentali, gli europei, per fermare questa ondata di violenza?

 

L’ignoranza, la fame, la vendetta e la violenza alimentano l’ira di persone già in disgrazia per motivi diversi e che diventano armi perfette per fare il “lavoro sporco”... per non far macchiare i colletti bianchi di affaristi benpensanti.

Le morti e le guerre sono a vantaggio di pochi e a disgrazia di tanti. Perchè?

 

È importante educare al pensiero riflessivo e critico ponendosi delle domande e ricercando, insieme, delle risposte, per cercare di capire ciò che accade andando oltre alle semplici apparenze.

 

La differenza sostanziale tra un animale e un uomo sta nel fatto che gli animali davanti alla paura scappano o attaccano, gli uomini hanno la possibilità di affrontare l’emozione della paura attraverso la ragione, ovvero attraverso il pensiero riflessivo e critico. La correlazione immediata tra l’Emozione e la Reazione Immediata sta infatti agli animali mentre, per fortuna, l’uomo può e deve affidarsi alla ragione che si pone tra l’emozione e la reazione, ovvero: Emozione, Ragione, Reazione Sensata.

 

Questo deve essere il principale compito della scuola, delle famiglie e di chi educa: educare al pensiero riflessivo e critico, educare ad essere donne e uomini consapevoli, responsabili e partecipi. Educare ad essere donne e uomini di Pace, donne e uomini pronti ad “aprire le porte”, così come hanno fatto i parigini durante la strage.

 

Oltre ai pensieri del Ministro Stefania Giannini, come ulteriore spunto per educare al pensiero riflessivo e critico che si deve sviluppare e mantenere in ogni momento, facendolo diventare un habitus mentale per affrontare ogni difficoltà del quotidiano, di seguito si riportano in allegato alcune riflessioni della scrittrice Michela Murgia su quanto accaduto e pubblicate sul social Facebook. Grazie per l'attenzione

 

Il Dirigente Scolastico

Jaime Enrique Amaducci

“Per non sentirsi derubati del futuro, 

bisogna andare a leggere l'altruismo

(Andrea Canevaro)

Comunicato del Ministro del MIUR Stefania Giannini

 

¿#PorteOuverte - Porte aperte