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Oggi, lunedì 15 dicembre 2014, alla Sala Rossa del San Biagio di Cesena si sono vissuti momenti che resteranno indelebili nella memoria e nel cuore dei partecipanti. Gli alunni del Corso ad Indirizzo Musicale della Tito Maccio Plauto e del Coro di Istituto di Via Anna Frank hanno aperto in musica i lavori per il venticinquennale del Centro di Documentazione Educativa di Cesena che ha cominciato un nuovo cammino.

 

 

Già a partire dalla nuova sede posta nel cuore della città, al Centro Culturale San Biagio, e avendo come punti di riferimento le suggestioni educative lasciateci dal maestro e dirigente scolastico Gianfranco Zavalloni, a cui l’Amministrazione Comunale ha intitolato il Centro, e quelle proposte da Eraldo Affinati e Giancarlo Cerini, ospiti d’onore.

 

Le frizzanti, festose, tonalità vocali e strumentali dei ragazzi di Via Anna Frank, i saluti emozionati dell’Assessore Simona Benedetti e le raccomandazioni pedagogiche del Dirigente Scolastico Provinciale Agostina Melucci hanno accolto i presenti, presi poi per mano dalle parole di Cerini e Affinati per riflettere sulla scuola che vorremmo, sulle azioni e sulle scelte formative orientate dai segni e dai disegni di Gianfranco che invitavano l’auditorium ad andare oltre le apparenze, i pregiudizi, le banalità.

 

Un nuovo cammino… per raggiungere (Cerini) “luoghi dell’istruzione rassicuranti, ambienti di apprendimento che consentono mosse riflessive in cui l’insegnamento è inteso come una conversazione animata sui saperi del mondo” e la scuola come una “trama di relazioni che salvaguarda la dimensione collaborativa sapendosi prendere cura dei ragazzi in maniera non finta e caramellosa”. Una scuola in cui (Affinati) l’insegnante sa “rompere, spaccare, la finzione pedagogica di chi finge di insegnare e di chi finge di ascoltare”. Una scuola che “ripartendo dai valori frantumati dalla deflagrazione del desiderio sa far ri-trovare quei brividi conoscitivi che nascono nel momento in cui gli occhi di un adulto incontrano quelli di un ragazzo”.

 

 

Un grazie sincero agli alunni, ai docenti, a tutti coloro che hanno reso possibile il pomeriggio di oggi ed a chi si impegnerà, con onestà e passione, per compiere questo nuovo cammino, e lo farà a “fondo perduto”, ovvero senza richiedere altro che la soddisfazione di aver camminato, a fianco dei bambini e dei ragazzi. Senza dimenticare che, più che mai, è “tempo di fermarsi e riflettere sul senso del tempo educativo e sulla necessità di intraprendere, adottare, strategie didattiche di rallentamento, in cui l’attesa diventa principio pedagogico fondamentale. Nell’attesa si impara a guardare con attenzione, a scoprire i propri talenti, a valorizzare ciò che si ha e che si è. Cosa o chi può rieducarci a saper aspettare? La natura ci insegna che il tempo dell’attesa (l’attesa dopo la semina, l’attesa che spuntino i frutti sugli alberi, l’attesa che passi l’inverno) non è tempo perso ma necessario” (Gianfranco Zavalloni).