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“Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità”. (Anna Frank dal “Diario di Anna Frank”)

 

Settanta anni fa, il 27 gennaio del 1945, vennero aperti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz. C’è chi, ancora oggi, sostiene che il genocidio di milioni di ebrei sia un’invenzione, c’è chi nega che sia mai successo ma le prove esistenti e le parole di Anna Frank sono segni inconfutabili della crudeltà dell’uomo. Il "Giorno della Memoria" è una ricorrenza internazionale, istituita con la Legge n. 211 del 2000 e la risoluzione n. 60/7 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1 novembre 2005, per non dimenticare la tragedia della Shoah, il progetto di sterminio attuato dai nazisti che ha causato la morte brutale e disumana di milioni di persone di ogni età.

 

Con grande dolore, il ricordo di quanto accaduto durante la Shoah, quest’anno avviene pochi giorni dopo la strage in Eritrea di bambini e ragazzi in fuga dal loro paese, dopo i sanguinosi fatti di Parigi, dopo gli orribili attentati in Nigeria, compiuti facendo esplodere bambini innocenti. Nella piena era della tecnologica “guerra dei droni”, nella barbarie post moderna in cui cecchini senza pietà sparano su civili inermi a Gaza e nel mondo, a settant’anni dalla immane tragedia perpetrata in maniera sistematica, viene da chiedersi: -Perchè?-

 

(continua nell'allegato EducAzione n. 2 - 24 gennaio 2015)