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«Le Lettere ("Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana", Einaudi, Torino, 1966) contengono la voce di uomini e donne, appartenenti a tutte le età e a ogni classe sociale, consapevoli del dovere della libertà e del prezzo ch’essa, in momenti estremi, comporta. Chiunque anche oggi le leggerà, vi troverà un’altra Italia e non potrà non domandarsi se davvero non ci sia più bisogno di quella voce o se, al contrario, non si debba fare di tutto per tramandarla e mantenerla viva nella coscienza, come radice da cui ancora attingere forza.» (G. ZAGREBELSKY)

 

“Le Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana (8 settembre 1943–25 aprile 1945) sono state pubblicate per la prima volta nel gennaio 1952 da Einaudi, a cura di Piero Malvezzi e Giovanni Pirelli. Nei successivi cinquant’anni ci sono state ben 15 tra riedizioni e ristampe, fino all’edizione del 2002, curata da Gustavo Zagrebelsky. L’interesse costante per quest’opera ne conferma il valore straordinario: si tratta di 112 lettere, selezionate tra le centinaia scritte da uomini, donne e giovani arrestati, torturati e mandati a morte durante la lotta di Liberazione. In attesa che si compia il proprio destino (l’esecuzione o il trasferimento ai campi di sterminio) essi inviano un saluto ai propri cari: ne risultano testi commoventi che hanno la forza di un testamento spirituale. Colpiscono in particolare i ragazzi. Consapevoli di dover morire, quasi tutti chiedono perdono alle proprie famiglie per il dolore procurato, ma sono fiduciosi che alla fine le loro convinzioni si afferme­ranno e l’Italia sarà libera e migliore. Essi esprimono una scelta morale, prima ancora che ideologica, che comprende il massimo dei sacrifici: il dono di sé…” (da “Prima che venga giorno”, di Fabrizio Silei, Loescher, Torino, 2013)

 

A partire da quella di Bruno “Attilio” Frittaion, di seguito riportata, utilizzando le “Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana” pubblicate dall’Einaudi, i ragazzi della 3aE della sede Anna Frank di Sant’Egidio, coordinati nelle loro attività dalla Prof.ssa di lettere Daniela Righi, attraverso la metodologia didattica attiva del “role playing” (interpretazione dei ruoli) ci donano i loro pensieri, che nascono dall’analisi personale dei comportamenti degli individui nelle relazioni interpersonali. Ciò ha permesso ai ragazzi sia di scoprire come le persone possono reagire in determinate circostanze sia di conoscere la forza, il valore e il senso che sono nascosti dietro alle storie di vita di chi, drammaticamente, ha vissuto sulla propria pelle il periodo della Resistenza.

 

Oltre agli studenti (mi scuso ragazzi ma, per motivi di spazio, non era possibile pubblicare tutti i Vostri interessanti contributi) ringrazio la Prof.ssa Daniela Righi per la professionalità con cui ha affrontato gli approfondimenti educativo-didattici relativi agli aspetti storici del periodo della Resistenza nonché per i materiali prodotti dagli alunni della Sua classe che ha gentilmente messo a disposizione della nostra comunità scolastica.

 

Il Dirigente Scolastico

Jaime Enrique Amaducci

 

 

Bruno (Attilio) Frittaion

Di anni 19, nato a San Daniele del Friuli (Udine) il 13 ottobre 1925. Sino dal 1939 si dedica alla costituzione delle prime cellule comuniste nella zona di San Daniele, studente del III corso di avviamento professionale, dopo l'8 settembre 1943 abbandona la scuola unendosi alle formazioni partigiane operanti nella zona prende parte a tutte le azioni del Battaglione "Písacane", Brigata "Tagliamento", e quindi, con funzioni di vicecommissario di Distaccamento, dei Battaglione "Silvio Pellíco".

 

Catturato il 15 dicembre 1944 da elementi delle SS italiane, in seguito a delazione, mentre con il compagno Adriano Carlon si trova nella casa di uno zio a predisporre i mezzi per una imminente azione, tradotto nelle carceri di Udine, più volte torturato. Processato il 22 gennaio 1945 dal Tribunale Militare Territoriale tedesco di Udine. Fucilato il 1 febbraio 1945 nei pressi dei cimitero di Tarcento (Udine), con Adriano Carlon, Angelo Lipponi, Cesare Longo, Elio Marcuz, Giannino Putto, Calogero Zaffuto e Pietro Zanier.

 

 

 

 

 

 

 

Concludendo la presentazione di questa toccante esperienza didattica, si ricorda ai lettori dell'evento musicale della Tosca che, questa sera, vedrà coinvolti al Teatro Bonci di Cesena, i ragazzi del Coro Scolastico delle sedi Tito Maccio Plauto e San Giorgio (per maggiori informazioni si rimanda al link seguente http://www.viafrankcesena.it/index.php/circolari/73-circolari-pubbliche/801-pasqua-2014-e-festa-della-liberazione-agenda-scolastica).